La leggenda di Leucosia. Il tragico destino della Ariel cilentana.

Chi non ricorda il capolavoro Walt Disney “La Sirenetta”? Un film animato che ci ha fatti sognare e sperare, commuovere e rallegrare.

La magnifica Ariel, dai capelli di fuoco e la voce d’usignolo, si innamora di un bel principe, ma sa benissimo che non potrà mai coronare il suo sogno d’amore finché sarà una sirena. Quindi cosa fa? Scende a patti con Ursula, la strega del mare, acerrima nemiche di re Tritone, suo padre, e cede il suo più grande dono, la sua voce, in cambio di un paio di gambe da umana.

Una storia piena di colpi di scena, di consigli dispensati dal saggio granchietto Sebastian e accuratamente e volutamente ignorati, di tradimenti, di streghe inquietanti che si trasformano in audaci fanciulle. Ma alla fine, come in quasi tutti i capolavori disneyani, la vicenda culmina con un lieto fine. Ariel ed Eric si sposano “e vissero per sempre felici e contenti”.

Ma mica tutte le Ariel vanno incontro ad una sorte così fausta?

Una leggenda narra di Leucosia, una sirena bellissima che abitava le acque del Cilento. Nonostante la sua prorompente beltà, Leucosia non aveva mai conosciuto l’amore. Mai, fino al giorno in cui, nuotando, non giunse nei pressi di un castello. Affacciato alla finestra, vi era un aitante principe. Fu amore a prima vista.

Ogni sera la sirenetta nuotava fino alla fortezza solo per ammirare il volto del suo amato, baciato dalla luna, e fantasticare su un improbabile futuro insieme.

Ella soffriva per non essere umana, per non avere un paio di gambe per poterlo raggiungere.

Questa storia andò avanti sino al fatidico giorno in cui, come di consueto, Leucosia si diresse verso la dimora dell’amato, ma stavolta non lo trovò affacciato alla finestra. Notò, anzi, una strana euforia. Tutti si affaccendavano nei preparativi di una cerimonia. Cosa si festeggiava? Ebbene, il principe si era innamorato, e stava per sposarsi.

La povera sirena assisté mestamente a tutta la funzione. Solo in serata, quando scorse il principe affacciato alla finestra in compagnia della propria consorte e intento a mostarle lo splendido panorama di Licosa, realizzò di averlo perso per sempre.

Il dolore fu insopportabile. Dopo aver dato sfogo alla sua disperazione piangendo, urlando e strappandosi i capelli, nuotò fino ad un vicino isolotto, dove si tolse la vita trafiggendosi il cuore con un pezzo di roccia appuntito come una lama. Quell’isolotto prese poi il nome di Licosa, ed è oggi una delle perle del Cilento.

Il corpo della giovane fu trasportato a riva nella notte, per poi essere rinvenuto proprio dal principe al mattino seguente. La coda era rimasta intrappolata tra gli scogli, e pertanto invisibile.

Il principe rimase affascinato dalla sua bellezza ed esclamò: “Che peccato! Una così bella ragazza. Magari in un’altra vita ci saremmo potuti innamorare”.

Poi le chiuse per sempre gli occhi vitrei.