Le Cinque morti più assurde della Storia

1. Eschilo e la tartaruga

Eschilo fu uno dei più importanti e famosi tragediografi dell’antica Grecia. Nacque ad Eleusi intorno al 525 a.C. Di famiglia nobile, fu testimone della fine della tirannia dei Pisistradidi, nel 510 a.C. Combatté contro i Persiani nelle battaglie di Maratona (490 a.C.), di Salamina (480 a.C. )e di Platea (479 a.C.).

Secondo quanto riportato dallo Storico romano Valerio Massimo, che nella sua opera Factorum et dictorum memorabilium libri IX raccolse varie leggende e aneddoti riguardanti grandi personaggi del passato, Eschilo sarebbe stato protagonista di una morte alquanto insolita a causa di…una tartaruga.

Una leggenda infatti riferisce che un’aquila, o più probabilmente un avvoltoio, lasciando cadere dall’alto una tartaruga per spezzarne il guscio e poterne così mangiare l’interno, invece di mirare a un sasso, ingannato dalla calvizia di Eschilo, indirizzò la tartaruga sulla testa del drammaturgo, frantumandogli il cranio.

Cari pelati, meglio indossare un cappello quando uscite di casa. Non si sa mai!

2. Edoardo II re d’Inghilterra

Edoardo II Plantageneto (1284-1327) fu uno dei re inglesi meno amati dal popolo. Fin dalla sua ascesa al trono, nel 1307, suscitò malumori per l’eccessivo attaccamento a una serie di favoriti di corte. Un destino avverso ebbero le sue guerre alla Scozia, a differenza di quelle combattute da suo padre Edoardo I, soprannominato “il martello degli scozzesi” per i successi riportati in battaglia oltre il Vallo di Adriano.

Il 7 gennaio del 1327 fu condannato dal Parlamento Britannico con le seguenti accuse: aver offeso la Chiesa, aver perduto la Scozia, l’ Irlanda e la Guascogna e aver infranto il giuramento d’incoronazione.

Riuscito a fuggire grazie all’aiuto dei suoi sostenitori, fu nuovamente catturato e nel settembre 1327 morì nella prigione del castello di Berkeley.

Qui venne ucciso in maniera davvero insolita dai propri carcerieri: Un corno fu inserito nel suo ano e all’interno vi fu versato del ferro fuso, senza lasciare segni esterni evidenti.

Quando nascere sovrano non è una botta di… fortuna!

3. Hans Steininger, l’uomo ucciso dalla sua stessa barba

La  città austriaca di Branau am Inn, tristemente nota per essere stata il luogo che diede i natali al dittatore Adolf Hilter, è oggi nota anche per essere stata teatro di un episodio divertente nella sua tragicità: la morte di Hans Steininger.

Hans Steininger era il sindaco della città. Le sue opere non sono sopravvissute alle generazioni successive, ma il ricordo della sua lunga barba sì: una massa di peli lunga circa quattro piedi e mezzo, che gli fu fatale nella notte tra il 28 e il 29 settembre 1567.

L’uomo, infatti, si ritrovò a fuggire da un terribile incendio, e invece di arrotolare la sua folta lanugine e mettersela in tasca, come soleva fare, vi inciampò e precipitò giù per le scale, spezzandosi il collo.

Per paura che continuasse a crescere, la sua barba fu tagliata e conservata chimicamente all’interno del museo civico della città. Più di 450 anni dopo i peli del viso di Hans Steininger rivestono grande interesse per i visitatori di Branau e sono un importante cimelio per i suoi concittadini.

Insomma, cari maschietti dalle lunghe barbe, occhio a dove mettete i piedi!

4. Adolf Frederick di Svezia, il Re che mangiò fino a scoppiare

Primo re di Svezia della casata Holsten- Gottorp, fu un monarca debole e senza particolari talenti divenuto noto per un episodio in particolare: il suo ultimo pasto!

Adolf Frederick morì per problemi di digestione il 12 febbraio 1771, dopo aver consumato un pantagruelico pasto a base di caviale, aragoste, crauti, aringhe, champagne e 14 portate del suo dolce preferito, la semla (un soffice panino rotondo, speziato con il cardamomo, riempito con panna montata e crema di mandorle).

Quando si dice “Mangiare fino a scoppiare”.

5. L’ultima deposizione dell’avvocato Clement Vallandigham

Clement Vallandigham (1820-1871) fu un talentuoso avvocato e politico statunitense dell’Ohio; nel corso della sua vita ricoprì due mandati alla Camera dei Rappresentanti.

Clement, però, viene oggi ricordato soprattutto per il modo assurdo in cui morì.

Accadde a Lebanon, in Ohio, in occasione del processo contro un certo Thomas McGehan, accusato di aver ucciso un uomo di nome Tom  Myers, durante una rissa in un saloon.

Quello che l’avvocato intendeva dimostrare era che McGehan era innocente e che Tom Myers si era sparato addosso da solo, per sbaglio, estraendo la pistola mentre si stava rialzando da terra.

Per dimostrare la sua tesi, Clement prese una pistola, se la mise in tasca, poi ricostruì con la corte quello che secondo lui era successo… e lo fece tanto bene da spararsi da solo nelle budella.

Vallandigham era convinto che la pistola fosse scarica. Morì il giorno dopo, di peritonite.

Convinti dalla precisa ricostruzione dell’avvocato, i giurati assolsero l’imputato, che morì 4 anni più tardi, in seguito all’ennesima rissa in un saloon…

Una sentenza col botto, non c’è che dire!